
Chi vende online e comincia a usare le immagini create con l'AI si trova davanti alla stessa domanda: queste immagini sono mie, le posso mettere nel negozio e nelle pubblicità, e rischio qualcosa se lo faccio? La risposta dipende da tre cose distinte, che spesso vengono confuse tra loro: la licenza del servizio con cui l'immagine è stata generata, il diritto d'autore sull'immagine e gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. In questo articolo le vediamo una per una, con le regole che valgono su Seedboard.
La licenza: cosa permette di fare il servizio che ha generato l'immagine
La prima cosa da controllare è il contratto del servizio. Ogni piattaforma che genera immagini stabilisce nelle proprie condizioni d'uso cosa l'utente può farne, e le regole cambiano molto da un servizio all'altro: alcune consentono l'uso commerciale solo con piani a pagamento, altre lo escludono del tutto, altre ancora richiedono di citare il servizio. Un'immagine generata con un piano gratuito che non prevede l'uso commerciale non può essere usata per vendere, anche se tecnicamente non c'è nulla che lo impedisca.
Su Seedboard la regola è questa. Con un piano a pagamento o un pacchetto di crediti l'utente ottiene una licenza perpetua e mondiale per utilizzare tutto ciò che genera, anche a fini commerciali: può pubblicare le immagini nel negozio online, nelle pubblicità e sui social, modificarle e distribuirle, senza limiti di tempo e senza dover citare Seedboard. I contenuti generati con la prova gratuita sono invece destinati alla valutazione personale, cioè a capire se il servizio fa al caso proprio prima di pagare.

Il diritto d'autore: perché le immagini generate con l'AI non sono "tue" come una foto scattata
La seconda questione è diversa dalla prima e crea più confusione. Avere la licenza per usare un'immagine non significa esserne l'autore nel senso della legge. In Italia il diritto d'autore protegge le opere frutto del lavoro intellettuale di una persona; un'immagine generata interamente dall'intelligenza artificiale, a partire da una descrizione o da alcune scelte, non rientra in questa protezione.
Per chi vende questo ha una conseguenza pratica, che Seedboard dichiara apertamente nelle proprie condizioni: le immagini generate non sono coperte da un diritto d'autore esclusivo, e risultati simili potrebbero essere prodotti anche per altri utenti. L'utente può usarle liberamente per vendere, ma non può impedire ad altri di generare immagini che somigliano alle sue. Per un catalogo o una campagna questo di solito non è un problema; lo diventa solo se l'immagine deve essere un marchio o un elemento distintivo da difendere, e in quel caso conviene chiedere un parere a un legale.
Le persone nelle immagini: modelli AI e persone reali
Il punto più delicato riguarda le immagini in cui compare una persona. Un modello AI, cioè un personaggio generato dall'intelligenza artificiale, non esiste nella realtà e quindi non ha diritti d'immagine da cedere; è uno dei motivi per cui i brand lo usano al posto di un modello in carne e ossa. Il problema nasce quando l'immagine generata riproduce una persona vera: in quel caso valgono i diritti di quella persona, esattamente come per una fotografia.
Per questo Seedboard, quando crea un modello a partire da una fotografia, ne ricava i tratti per costruire un personaggio dall'aspetto simile ma non copia mai la persona reale, e rifiuta le fotografie di minori e quelle di personaggi pubblici riconoscibili. Il modello che ne esce è un personaggio nuovo e distinto, e le immagini che lo ritraggono possono essere usate per vendere senza dover raccogliere liberatorie. Come si crea un modello è spiegato nell'articolo su come creare una modella AI per il tuo brand.
L'AI Act e gli obblighi di trasparenza: dire che l'immagine è generata
La terza questione riguarda l'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (Regolamento UE 2024/1689), che prevede obblighi di trasparenza sui contenuti generati. In sintesi, l'AI Act stabilisce che chi pubblica contenuti generati dall'AI che mostrano persone, luoghi o eventi in modo realistico è tenuto a rendere riconoscibile che si tratta di contenuti generati, e che i servizi che li producono devono marcarli in modo leggibile dalle macchine. Le regole dell'AI Act entrano in applicazione in modo graduale e alcune non sono ancora in vigore nel momento in cui scriviamo, quindi la cosa più utile è verificare le date e il proprio caso prima di pubblicare, e prevedere fin d'ora un modo per segnalare l'origine delle immagini.
Su questo punto conta anche dove nasce il servizio che si usa. Seedboard è una piattaforma italiana, di un'azienda italiana, e le regole europee non sono per noi una richiesta che arriva da fuori ma il quadro in cui lavoriamo ogni giorno. Per questo le abbiamo inserite direttamente nella piattaforma: le immagini generate su Seedboard portano una marcatura nei metadati che ne dichiara l'origine, e la piattaforma viene aggiornata man mano che le nuove disposizioni europee entrano in vigore. Un servizio nato in un altro paese è costruito prima di tutto attorno alle regole di quel paese, e a quelle europee si adegua dopo, se e quando decide di farlo; chi vende in Europa con una piattaforma italiana ha invece un interlocutore che risponde alle sue stesse leggi.
Le foto dei prodotti che carichi restano tue
Un'ultima preoccupazione frequente riguarda le fotografie che l'utente carica per generare le immagini, per esempio le foto dei propri prodotti o il viso da cui partire per un modello. Su Seedboard queste fotografie non vengono utilizzate per addestrare modelli di intelligenza artificiale e vengono trasmesse ai provider soltanto per eseguire la richiesta di generazione. Le regole complete sono nelle domande frequenti e nella pagina dei prezzi.
Queste informazioni descrivono il servizio e non sostituiscono un parere legale sull'uso delle immagini nel caso specifico. La materia cambia rapidamente ed è opportuno ricontrollare le norme al momento della pubblicazione.
Domande frequenti
Le immagini create con l'AI si possono usare in un negozio online?
Sì, se il servizio con cui sono state generate lo consente. Su Seedboard l'uso commerciale è incluso nei piani a pagamento e nei pacchetti di crediti, che concedono una licenza perpetua e mondiale su tutto ciò che viene generato. I contenuti della prova gratuita sono invece destinati alla valutazione personale.
Le immagini generate con l'AI sono protette dal diritto d'autore?
In Italia la legge protegge le opere frutto del lavoro intellettuale umano. Un'immagine generata interamente dall'intelligenza artificiale non è coperta da un diritto d'autore esclusivo, quindi risultati simili potrebbero essere prodotti anche per altri utenti. Questo non impedisce di utilizzarla per vendere, ma non permette di impedire ad altri di usarne di simili.
L'AI Act obbliga a dichiarare che un'immagine è stata creata con l'AI?
L'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, prevede obblighi di trasparenza sui contenuti generati, in particolare quando mostrano persone che sembrano reali. Le regole si applicano in modo graduale e alcune non sono ancora in vigore, quindi conviene verificare la data e il caso specifico prima di pubblicare.
Posso creare con l'AI un'immagine di una persona reale, per esempio un cliente o un testimonial?
Su Seedboard no. Partendo da una fotografia, il sistema costruisce un personaggio dall'aspetto simile ma non copia mai la persona reale, e le fotografie di minori e di personaggi pubblici riconoscibili vengono rifiutate.
Le foto dei miei prodotti che carico vengono usate per addestrare l'AI?
No. Le fotografie caricate su Seedboard non vengono utilizzate per addestrare modelli di intelligenza artificiale e vengono trasmesse ai provider soltanto per eseguire la richiesta di generazione.